L’attività Nomofilattica del Consiglio di Stato VI Ed.

49,50

Commentario alle sentenze dell’Adunanza plenaria pubblicate nel 2016

A cura di Stefano Toschei

La crisi del debito sovrano, i grandi processi migratori e la pletora di questioni scaturenti dalla globalizzazione pongono al centro degli ordinamenti nazionali e sovranazionali l’esigenza di un dialogo teso ad affermare una nuova dinamica giuridica del diritto amministrativo.

In passato si è fatto richiamo alla crisi dello Stato, oggetto di rilevanti studi condotti da attenta dottrina (su tutti Santi Romano), ma oggi occorre prendere le masse dai principi generali. Si conferma, perciò, il nuovo ruolo del diritto amministrativo già in nuce nei brillanti studi di illustri Autori (quali Santi Romani, Massimo Severo Giannini e Aldo Maria Sandulli).

Fondamentale è in tal senso il ruolo del Consiglio di Stato.

Esso è significativo alla luce del concetto stesso di nomofilachia che letteralmente significa attività di difesa del diritto ovvero di conservazione dell’esistente giuridico (Serena Oggianu).
La funzione nomofilattica spetta, infatti, alle Corti Supreme ed in particolare per quel che attiene la giurisdizione amministrativa, ai sensi dell’art. 99 del Codice del processo amministrativo, all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato.

Il presente volume, pertanto, intende assumere le vesti di ausilio per gli operatori del diritto (magistrati, avvocati e studiosi) che vogliono approfondire l’attività della giurisdizione amministrativa nella sua più alta espressione.

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